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Il Vesuvio

 
L'eruzione del 79 d.C. modificò la forma del cratere del Vesuvio. Il cono vulcanico dalle pendici rigogliose, sprofondò creando un cratere con un perimetro di 11 Km. oggi conosciuto come Monte Somma, alto 1132 metri. All'interno si formò un nuovo cono vulcanico, alto 1277 metri, che rappresenta l'immagine attuale del Vesuvio.

Nei dodici secoli dopo la distruzione di Pompei, il Vesuvio ha avuto undici eruzioni. Quella del 1139 fu particolarmente violenta. Successivamente le eruzioni si fecero più rare e nel XIV secolo si ebbe un lungo periodo di stasi, durante il quale il vulcano fu ricoperto di vegetazione.

Negli ultimi decenni del 1500 si verificarono diverse scosse di terremoto, quasi un presagio della catastrofica eruzione del 16 dicembre del 1631. Questa eruzione fu di violenza quasi pari a quella del 79 d.C., e provocò quasi 4.000 morti. Seguirono alte violenti eruzioni, come nel 1707, in occasione dell'insediamento della guarnizione austriaca a Napoli, e nel 1794 quando fu distrutta Torre del Greco. Altre significative eruzioni si verificarono tra il 1895 e il 1899. Si ebbero poi le eruzioni del 1906 e del 1944 il cui triste ricordo è ancora vivo nella memoria delle popolazioni che abitano i comuni del territorio vesuviano.

Ad Ercolano sulla sommità del cratere, fu realizzato nel 1854 l'osservatorio Vesuviano. E' una struttura scientifica che ha sotto costante osservazione l'attività, non certo sopita, del Vesuvio. La sua vitalità è manifestata dalle fumarole visibili all'interno del cratere e da una modesta attività sismica.

 

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