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Prefazione

Gli Dei, gli eroi, sono solo lo scrigno di un alto significato della sapienza antica delle origini di un popolo; per questo motivo è da prendere con un un pizzico di fantasia l'abbinamento tra cibo, vino ed il mito greco.

Paolo Gramaglia

In tutta la Grecia si raccontavano storie meravigliose, narrazioni favolose intorno agli dei ed agli eroi.
Zeus, Hera, Afrodite, Demetria, Dionisio, Eros, Poesidone e molte altre divinità erano gli abitanti dell'Olimpo, corte divina dove gli Dei trascorrevano il loro tempo in celesti banchetti rallegrati da musiche, canti e danze che allietavano i loro ozi divini.

Ci guiderà in questo viaggio nel mito enogastronomico una delle Cariti, Talìa, figlia di Zeus ed Hera, simbolo della prosperità, simbolo di prosperità, dea che presiedeva i banchetti.

Dionisio
Era il dio del vino, dei bevitori e di ogni altro piacere; il suo culto era così chiassoso e sfrenato che veniva chiamato anche Bacco, che in greco significa "clamore" ( da qui la parola italiana "baccano").
Con una schiera di Baccanti e Satiri percorse tutta la Grecia alla ricerca di nuove avventure; ma la sua scoperta più bella fu quando un giorno, visto un magnifico grappolo d'uva, lo spiccò dal traliccio e lo premette in una coppa d'oro facendone uscire, per la prima volta, un liquore: era nato il vino. Assaggiò questo nuovo nettare e vide che faceva dimenticare la stanchezza e le pene, ritemprava le forze e dava un piacevole senso di ebbrezza e di euforia.
E' proprio a Bacco che si brindava anche con la "Coppa di Nestore", antichissimo calice ritrovato ad Ischia, dove, di fronte ai Campi Flegrei, gli antichi romani degustavano quello che sarebbe diventato uno dei vini migliori della zona: la "Falanghina dei Campi Flegrei".

I Vini:

Cantina Grotta del Sole

Asprino Brut metodo charmat

La Falanghina dei Campi Flegrei

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Afrodite
In un giorno di primavera le acque si incresparano e dalla schiuma del mare emerse un'ostrica che, aprendosi, mostrò al mondo in tutta la sua bellezza Afrodite. Zefiro la vide e la spinse col suo soffio sulle rive dell'isola di Cipro, dove fu ricevuta dalle Ore ed accompagnata sul monte Olimpo e, mentre veniva condotta da Zeus, le Sirene salutavano la sua nascita con canti melodiosi.
Tra loro vi era Partenope, Sirena bellissima che alla sua morte fu sepolta nel luogo dove venne costruita la città omonima, chiamata più tardi a Napoli.
Alla bellezza di Afrodite fu consacrata la pianta del mirto.

Antipasto

Ostrica di Venere

Schiuma di mare in foglia di limone alla brace

Code di Sirene alla Partenope

Narciso Eros
Narciso era un giovane cacciatore dell'Arcadia, ma era così preso dalla propria bellezza che sdegnò di rispondere alle invocazioni d'amore della ninfa Eco.
Gli dei per punirlo gli ispirarono una strana passione: un giorno, dissetandosi in un laghetto limpido, scorse la sua immagine riflessa e se ne innamorò perdutamente lasciandosi cadere nell'acqua per afferrarla ed annegò.
Eros, il dio dell'Amore, ebbe pietà di lui e lo trasformò in un delicato fiorellino bianco e giallo: il narciso.
Dio dell'Amore, figlio di Ares e di Afrodite, rimase sempre della statura di un bambino di sette-otto anni, dietro alle spalle aveva due alette; egli fu sempre malvagio e capriccioso. Era armato di un arco e di una faretra colma di frecce; talvolta aveva gli occhi bendati per indicare che l'amore è cieco e non vede i difetti della persona amata.
Il suo potere era grandissimo: chiunque fosse ferito dalle sue frecce, uomo, donna, dio che fosse, diveniva immediatamente innamorato e suo suddito

Primi

Petali di Narciso

Punte di frecce di Eros

Poseidone
Dio del mare e fratello minore di Zeus. Quando costui spodestò Crono e divenne signore di tutti gli dei, a Poseidone concesse il dominio sulle acque. Circondato da una miriade di pesci e crostacei, tutti suoi sudditi, abitava le profondità marine, laggiù sorgeva il suo magnifico palazzo, fatto di mura d'argento intarsiato di pietre preziose e splendidi cristalli di sale. Sposò, Afrodite che, così, divenne la regine del mare, ma anche Poseidone, come Zeus, si incapricciava di altre ninfe. La dolce sposa lasciava correre, ma una volta si ingelosì e volle vendicarsi della sua rivale. Un giorno, entrando in una delle stanze più segrete del palazzo reale, trovò il marito che amoreggiava con la bella ninfa Scilla; allora, irata e furente per il tradimento di Poseidone, con una posizione datale dalla maga Circe, trasformò Scilla in un essere mostruoso che, racchiuse in una caverna della costa calabra nello stretto di Messina, dandole come compagno un altro mostro orribile: Carriddi.

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Pesce

Pesce in cartoccio ricoperto da cristalli di sale

Saturno
Quando Zeus vinse in duello suo padre Cronos, questi fu cacciato dall'Olimpo e si rifugiò nella terra italica dove fu conosciuto ed adorato con il nome di Saturno. Qui l'esule dio fu benignamente accolto da re Giano ed egli, per ricambiare la sua ospitalità, insegnò al popolo a coltivare la terra e trarne di frutti, tra cui soprattutto patate e spezie. Egli sposò Opi che, per il suo corpo prospero, divenne la dea dell'abbondanza. Anche a Saturno, come ad Afrodite, fu consacrata la pianta di mirto.

Contorno

Patate al profumo di Mirto

Dafne
Questa ninfa meravigliosa fu il primo amore di Apollo, ispirato da Eros. Un giorno Apollo, vedendo Eros che cercava di piegare le due estremità dell'arco, si burlò di lui, allora il piccolo Hume, irritatosi, scagliò due frecce: con una atta a spegnere l'amore colpì Dafne e con l'altra, che suscitava passione, Apollo, che, innamoratosi immediatamente della ninfa, cominciò ad inseguirla. Dafne, non riuscendo più a fuggire, pur di non essere presa, pregò gli dei di cambiare la sua persona in qualsiasi cosa. Fu accontentata e trasformata in alloro.

Sorbetto di limone in foglia di alloro

Cerere Il Pomo della discordia
I Romani quando impararono a lavorare la terra ed a trarne dei frutti, per ringraziare gli Dei dei loro raccolti, facevano dei sacrifici ad una divinità di origine greca: Demetra, che loro adoravano col nome di Cerere. In suo onore si celebravano tra il 12 e il 19 aprile i Cerealia. Durante questi otto giorni i romani non bevevano vino, consumavano solo il pasto della sera, offrivano in sacrificio alla dea scrofe e dedicavano le primizie del sottobosco. Quando Afrodite, nata dalle acque, giunse sull'Olimpo, fu eletta unanimemente regina della bellezza, suscitando l'invidia di Hera e di Atena. Ne approfittò la Discordia che, per vendicarsi di non essere stata invitata ad un banchetto di nozze divine, mentre gli dei bagnavano le loro labbra di ambrosia, inosservata gettò per terra una magnifica mela d'oro ove era scritto "Alla più bella". Hera subito la raccolse, Atena glielo strappò di mano e Afrodite reclamò per se la mela scintillante. Zeus, per mettere fine al litigio tra dee, disse loro di scendere sulla terra e chiedere il parere al principe Paride che, dopo aver ammirato le tre dee, tutte bellissime, diede ad Afrodite la palma della bellezza.

Dolci

Cestini di primizie dedicati a cerere

Strudel di mele ricoperto di Ambrosia

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Nella cultura del mito greco la sacralità del culto era molto forte ed ogni benessere umano era considerato un regalo degli Dei che per quella loro generosità andavano ringraziati ed onorati. Anche il pane e l'acqua, doni divini hanno una storia mitologica molto antica e sacra
Il Pane L'Acqua
Demetra Oceano e Naidi
Un giorno mentre Persefone raccoglieva fiori in Sicilia insieme ad altre giovinette, fu rapita da Ades, che aveva avuto da Zeus il permesso di sposarla. Sua madre Demetra, saputo la cosa abbandonò subito l'Olimpo e su un carro trascinato da due draghi alati, si mise in cerca della figlia. Durante il suo pellegrinaggio capitò nella città di Eleusi e lì fu benevolmente accolta da Celeo, re di quei luoghi; in segno di gratitudine Demetra insegnò Trittolemo, figlio del suo ospite, come lavorare la terra ed il modo di fare il pane. Omero ci dice che molto tempo prima di Zeus padre di tutti gli dei, di tutti i mari, i fiumi, i laghi e di tutte le fonti, fosse Oceano. Egli circondava l'orbe terrestre con le sue acque e molte divinità minori erano al suo servizio, come le Naidi, ninfe che presiedevano a tutte le acque dolci della terra. Il loro culto era diffuso soprattutto tra i contadini: essi adoravano in particolar modo Giuturna, ninfa di una fontana della terra Italica le cui acque ridavano salute.
Zeus, sovrano di tutti gli Dei, questa sera sarà il nostro Nume tutelare. Egli, infatti, spesso si intratteneva in banchetti celestiali, allietati dalla compagnia di donne meravigliose; per questo motivo nessuno più di Zeus può farci sapere quanto piacere possa regalare un dolce convivio.
Zeus
Zeus sposò Hera e il loro fu un matrimonio felice nonostante le molte infedeltà del Signore dell'Olimpo e la grande gelosia della divina consorte. Zeus amò infedelmente molte donne, ma una delle sue più grandi passioni fu per la sacerdotessa Io. Egli scendeva assai spesso dal sacro monte sulla terra per incontrarsi con la bella mortale. Tra i due nacque presto un idillio. Se   non era che Hera, un giorno che Zeus tardò più del solito a tornare sull'Olimpo, volle vederci chiaro e scese in cerca del suo sposo. Vedendo sua moglie, Zeus mutò la bellissima donna in una giovenca. Hera, che, però ben conosceva le infedeltà di suo marito, capì che quell'animale nascondeva l'amante di Zeus e chiestagli in regalo la giovenca la confinò in un pascolo lontano custodito da Argo, un mostro dai cento occhi.

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