Cena enogastronomica a tema La cucina povera napoletana by Paolo Gramaglia
MANGIAR NAPOLITANO A BUON MERCATO Mangiar napoletano a buon mercato Non è un vero e proprio « menù » napoletano, quindi non avremmo dovuto citarlo. Lo facciamo perchè il Del Tufo, tra i tanti elogi che fa alla sua città natale, fa notare che ai suoi tempi siamo nel secolo XVI essa era tanto prodiga da permettere che i suoi figli di condizione meno abbiente, potevano sfamarsi anche con qualche soldino... Or quel
che (Napoli) ha più deccelso e pellegrino MENU' Frittata di cipolle Curiosità: Pizze ogge a otto: Pizze fritte dette in questo modo, perchè il meno abbiente popolo napoletano di un tempo, le pagava otto giorni dopo averla mangiate. Un modesto piatto a credito di gente di un tempo semplice e felice. Vermicelli Tre Garibarde: Vermicielle e caso Vermicelli lessati, scolati e conditi di semplice pecorino e pepe. Anche questo era uno dei piatti che componevano il pasto quotidiano del sottoproletariato napoletano. Nel secolo scorso lo si poteva acquistare nei vicoli, nelle piazze, nei fondaci della vecchia Napoli, presso speciali venditori allaperto. Il maccaronaro , quasi sempre rubicondo e paffuto, troneggiava dietro unenorme panca che nascondeva il fornello e sul quale brontolava lenorme caldaia dove lessavano i vermicelli. Di lato, vi era un ampio bacile di creta scafarea ricolma di bianco formaggio pecorino, listato di strisce di pepe nero e infiocchettato di pomodori. La pietanza costava appena due centesimi ed al grido del venditore Tengo o roje allattante (Per due centesimi ho la pietanza che vi nutrisce), il lazzarone, lo scugnizzo, 1arrangiafatica di ogni giorno, lacquistava e la consumava sotto gli occhi degli astanti, servendosi, con mossa da prestigiatore, delle dita invece, della forchetta. Se i vermicelli erano conditi con salsa di pomodoro scarsa di condimenti, prendevano il nome di tre Garibarde, perché con laggiunta di un centesimo si potevano averli vestiti... di rosso, come la camicia indossata da Garibaldi. Fritto e mazzamma Anche questo fritto era venduto da friggitorie allaperto, in larghe scodelle di creta o in enormi bacili di ottone. Era composto di un miscuglio di pesci dinfima qualità, infarinato e fritto in olio bollente, veniva servito pepato e salato in un pezzo di pane o in cartocci di carta. Lintrattenimento: Da Viviani:
Preztella a Capera
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